Guitars

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Wednesday, January 13, 2016

CONTO ALLA ROVESCIA

I Cinquestelle
Su Quarto
Mandano tre
a dire due parole
per conto di uno.

Saturday, January 2, 2016

2016 - AL BANDO LE RELIGIONI




Il 2015 è stato l'anno degli attentati di Parigi. Tutti di matrice islamica, tutti di matrice -apparentemente- religiosa.

Ogni attentato è stato un'occasione per dare fiato alle trombe di un certo ateismo abbastanza "genuino", che individua nella religione tout-court la causa di tutti i mali del mondo, di tutte le guerre, delle peggiori atrocità.
Il vessillo di questo ateismo, addirittura cantato davanti a Papa Francesco, è la famosissima "Imagine" di John Lennon.

"Imagine there’s no countries 

It isn’t hard to do    

Nothing to kill or die for      

And no religion too"

Ma che bellezza! Se non ci fosse la religione, per cui si uccide o si muore, si starebbe in un mondo di latte e miele.

L'Eternit, il colonialismo, Hitler, Stalin, Pol Pot, i vari dittatorelli comunisti, questi non hanno mai ucciso. Ha ucciso solo la Chiesa in nome di Cristo e l'Islam in nome di Maometto. Il comunismo, nulla. Il capitalismo non ha morti sulla coscienza. Solo Cristiani e Musulmani. Chissà perché gli Ebrei sono esclusi da tutto questo furore ideologico. E vabbè.

Ma durante queste vacanze mi è stato proposto un articolo che va oltre queste considerazioni, chiamiamole "atee di base":


In sostanza, il terrorismo non solo ha a che fare con la religione, ma la religione porta ovviamente all'intolleranza. E se nell'Occidente siamo più "evoluti", lo dobbiamo all'annacquamento della religione, che di fatto non  è più religione. Grazie all'illuminismo, a Voltaire e tutti quelli che, a parole,  muoiono per la mia libertà di espressione.
In altre parole, io identifico la religione con l'intolleranza; a quel punto, se si è tolleranti o dialoganti non è più religione. Un po' ingenuotto come trucchetto retorico...

La cosa bella è che in questo dibattito gli atei dovrebbero essere quelli "aperti" di mente, contro gli "ottusi" credenti. Io sono sbalordito dalle certezze assolute che sento. "Senza le religioni si vivrebbe in un mondo di pace". Poi ci sono coloro che sparano a zero contro la Chiesa Cattolica. "Causa dei peggiori crimini dell'umanità", dalla persecuzione degli Ebrei agli stermini degli indios sudamericani, financo al nazismo ("nato in un Paese Cristiano").

A tutte queste certezze che periodicamente mi tocca leggere o sentire, rinfocolate dagli attentati di matrice islamica, voglio contrapporre una serie di incertezze come dubbi sistematici, concetti che sembrano sfuggire a certi dispensatori di verità:

1)La religione è per definizione intollerante. Se i paesi cristiani sono tolleranti lo sono perché hanno annacquato la religione, che ha preso dall'illuminismo, che ha fatto perdere il carattere identitario del cristianesimo. Ma il carattere identitario del cristianesimo è l'intolleranza o Cristo figlio di Dio? Chi l'ha detto che il cristianesimo non sia proprio una religione che si evolve con il mondo, DA SEMPRE, adattando le evoluzioni del mondo all'unica cosa immutabile, che è Cristo Figlio di Dio, nel solco della Tradizione della Chiesa? E che sempre sia stata così? A tal proposito, suggerisco la lettura di "Fede, Verità, Tolleranza" di Joseph Ratzinger, uno che la religione la conosce più a fondo di certi pensatori. Per intenderci, questo Alexander Grau mi fa lo stesso effetto che mi fa Allevi quando parla di Beethoven "senza ritmo".

2)"Se non ci fosse stata la Chiesa..." Se non ci fosse stata la Chiesa non ci sarebbe stato Bach, Caravaggio, Borromini, San Francesco. La filosofia, l'arte, la storia sarebbe stata totalmente diversa. Come facciamo a dire che sarebbe stata meglio, o peggio? Ci sarebbe LA PACE!!!! Ma senza Cristo e la Chiesa non ci sarebbe neanche il concetto di fratellanza, di uomini figli di Dio. Non ci sarebbe nulla di tutto ciò. Forse non ci sarebbero le guerre di religione, ma magari gli uomini si suiciderebbero pacificamente a 50 anni perché non trovano un senso alla vita e non hanno nessuno da prendere in giro perché è così cretino da credere in un Dio fattosi uomo. Forse stiamo parlando del sesso degli angeli?

3)L'Illuminismo è stato il movimento che ha salvato il mondo dall'ottusità e dai dogmi della Chiesa. Voltaire è l'emblema della libertà contro l'oppressione clericale. Controdomanda. Come mai Voltaire e l'Illuminismo sono sorti in un Paese cristiano? La Rivoluzione Francese, che è l'emblema degli atei razionalisti, poteva mai aver luogo in Cina, o in India, dove fino a poco tempo fa c'erano le caste? Magari se non ci fosse stato Cristo e la Chiesa, Voltaire sarebbe stato un teorico della divisione in caste. Magari sarebbe ricordato come l'uomo che ha strutturato meglio il codice di Hammurabi. COSA NE SAPPIAMO? Sappiamo solo che tutti i movimenti di libertà sono nati laddove l'ideale cristiano di uguaglianza permeava le società. In tal senso, la Chiesa non avrebbe agito da ostacolo, ma da volano, e l'Illuminismo, visto da molti come movimento di liberazione, non è stato altro che un tentato parricidio.

4)Se non ci fosse la religione... se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola. L'evoluzione del mondo è una funzione di tantissime variabili. La religione è una di queste. Il cristianesimo è una variabile fondamentale di questa funzione complessissima che è la società occidentale.  Questo noi siamo perché c'è stato Cristo, la Chiesa, l'Islam, le Crociate, Lepanto, Hitler, Stalin, Hiroshima, le Twin Towers, Charlie Hebdo ed il Bataclan. Dire come sarebbe la funzione senza questa sua variabile fondamentale, è, dal mio punto di vista, un qualcosa di stupido e privo di senso.

Sunday, October 4, 2015

Papa Francesco fans club...

I miei dubbi sul comportamento di Papa Francesco si stanno rivelando più gravi del previsto. Antonio Socci addirittura evoca la possibilità di uno scisma. Spero di no. Però brevente sottolineo che a meno di una settimana dall'apertura del sinodo sono arrivati due uppercut al mento della Chiesa. La prima dal Cardinale Kasper, un progressista, il quale sostiene che "gay si nasce" (un giorno Kasper avrà anche la bontà di spiegare se la sua è un'affermazione di fede, di buon senso, di senso comune o scientifica).

Ecco il link

E poi, con un tempismo che in una qualsiasi azienda comporterebbe automaticamente il licenziamento immediato, un monsignore fa coming out dichiarando la propria omosessualità, sparando a zero sull'ex Sant'Uffizio e facendo un mischiotto micidiale tra omofobia, sacerdozio e relazioni sentimentali. Giustamente c'è chi fa notare (link su facebook) che l'omofobia non c'entra nulla con lo stato di sacerdozio, che per prassi richiede l'ASSENZA di legami sentimentali di qualsiasi genere. Non l'eterosessualità.

Però una cosa interessante questo monsignore l'ha detta, ed è bene approfondirla: "In ogni società di soli uomini ci sono più gay che nel mondo come tale." Allora, o derubrichiamo questo monsignore come uno che vuole solo togliersi sassolini dalla scarpa e calunnia la Chiesa, oppure sta dicendo esattamente l'opposto del Cardinale Kasper. Cioè, gay si può anche diventare.

Ecco gli effetti indesiderati del Papa Superstar: due prelati, più o meno alti, che sparano parole in libertà dicendo tutto ed il contrario di tutto, a mo' di rissa da pollaio. Un cattolico che segue la Chiesa può essere disorientato da queste "dichiarazioni stile Fassina-Civati-Bersani-Renzi"?

E' la Chiesa di Cristo o il Partito Democratico?

Saturday, September 26, 2015

Papa Francesco e i dubbi di un cattolico.



Non ho mai nascosto i miei dubbi sull'operato di Papa Francesco. La popolarità di cui egli gode (soprattutto al di fuori della Chiesa) è innegabile. Ma non dimentichiamoci che il ruolo primario del Papa è essere colui che porta avanti la "Barca di Pietro" nel solco della fede in Cristo, non di ricevere apprezzamenti a destra e a manca (più a manca che a destra).
Che Francesco dialoghi con Scalfari o con Pannella, non è cosa che stupisce. Stupisce molto di più un cattolico che il Papa dica "non esiste un Dio cattolico". Il prossimo passo potrebbe essere togliere il "cattolico" e la frittata sarebbe fatta. D'altra parte già in rete circolano battute o articoli del tipo : "il Papa è cattolico?" oppure "Il Papa scopre che Dio non c'è".
Non dobbiamo negarci il compito immane sulle spalle di Francesco nel mondo moderno: direi che ha 3 missioni, una più difficile dell'altra.
La prima, l'ho detta: proclamare Cristo figlio di Dio al mondo intero.
La seconda, adeguare la Chiesa ai tempi moderni. Che poi è il motivo per cui è stato eletto APPOSITAMENTE: una persona che stesse alla Curia di Roma come un sassolino nella scarpa, per non usare paragoni più efficaci, ma non rispettosi della figura del Papa. Insomma, una persona di rottura, che facesse capire al mondo che la Chiesa non è solo quei cattivoni dei cardinali che difendono i loro privilegi dimenticandosi del messaggio di fratellanza di Cristo. Che la Chiesa, soprattutto, non è fatta dai preti pedofili, ne' ne protegge minimamente il comportamento. Che figure come Paul Marcinkus, ancorché pur sempre sacerdoti ordinati, non sarebbero più adatte al nuovo corso della Chiesa, povera tra poveri.
L'immagine della Chiesa come ospedale da campo che Francesco ha dato fin dall'inizio è senz'altro realistica e veritiera. E' un ospedale da campo sia per le ferite esterne, degli attacchi subiti ultimamente, sia -soprattutto- per le ferite interne di comportamenti indegni dei propri membri. E' evidente che un Cardinale che rivendica a sè un attico a Roma di 700 mq, per quanto ne abbia diritto, è un pugno allo stomaco dell'immagine della Chiesa nel mondo. Ancor più gravi gli scandali della pedofilia. Ma su questo aspetto secondo me c'è poco da fare in quanto i casi di pedofilia nella Chiesa non mi sembrano statisticamente rilevanti: colpisce maggiormente perché i preti sono spesso educatori, e se da educatori si trasformano in carnefici, la cosa è molto grave.
Non c'è dubbio che Francesco sia stato estremamente efficace nel dare un cambio di rotta alla Chiesa. Negli ultimi decenni, direi dal '68 in poi, la Chiesa ha subito attacchi di ogni genere (molti dei quali a sproposito), da parte di una società che spesso è sembrata animata più da un senso di rivalsa per secoli e secoli di dominio ecclesiastico e di egemonia culturale. E' come se la società post sessantottina abbia desiderio di rinfacciare alla Chiesa tutte le malefatte di duemila anni di storia. Dal mio punto di vista, così si sega il tronco su cui ci si è seduti, ma questa è una considerazione personale.
Quindi: adeguare la Chiesa ai tempi. E credo che ci stia riuscendo. Certamente ha fatto breccia sui "sinistri". Credo che sia onestamente il principale punto di riferimento politico nel mondo, come alternativa all'economia di mercato ed al capitalismo sfrenato ed assassino. Il che può anche andare bene per un figlio dei fiori, o un sindacalista. Poi, onestamente, non gli si può rimproverare nulla in termini di "walk the talk". Non una minima concessione al lusso, alla cerimonia, puntare sempre all'essenziale, niente sfarzo. Da questo punto di vista è esemplare, ed il suo atteggiamento e la sua persona ha decisamente "bucato lo schermo" con i media di tutto il mondo.

Ma un cattolico.... cerca solo questo dal Papa?Veniamo alla terza, e più difficile missione del Papa di questi tempi. Non sono i paramenti liturgici, non l'arroganza dei cardinali, non l'arroccamento della Curia romana. Non è neanche la pedofilia, scandalo che tutto sommato è stato "raddrizzato", soprattutto col grandissimo Benedetto XVI, ma anche San Giovanni Paolo II aveva cominciato con il famoso "one strike and you're out". Però pedofilia, arroganza dei Cardinali, paramenti ridicoli ecc... sono solo fenomeni superficiali. Sotto c'è qualcosa di più grave e profondo. La pedofilia è venuta a galla per un indebolimento storico della Chiesa. Quando la Chiesa dominava nessuno si permetteva di dire "Quel cardinale sta in un attico", ed anche tutti gli scandali della pedofilia venivano messi a tacere con facilità. Perché adesso non è più così? Perché nel mondo occidentale, essenzialmente, Dio è morto. Nelle società tecnologicamente avanzate, Dio è un rottame. Semplicemente non serve. E se serve, è un concetto funzionale ai fini di giustificare questa o quella politica (penso in particolare agli USA ed al motto "in God we trust", che ha giustificato dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki alla guerra in Iraq). Ma Dio non esiste più, ne' come strumento di controllo, ne' come strumento di persuasione, ne' come filosofia per svolgere un'azione politica. Ormai il concetto di Dio è ridotto a fenomeno individuale o collettivo fortemente minoritario, per la serie "vabbè, fate pure, basta che non rompete le scatole".
E' la dittatura del  relativismo di cui parla Ratzinger nell'omelia "pro eligendo pontifice".

Leggiamolo perché ne vale la pena:

"Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie."

Già qui l'allora Cardinale Ratzinger inchiodava IL PROBLEMA della Chiesa: non esiste una visione organica dell'uomo, ai tempi di oggi, ed ognuno deve arrangiarsi come può a destra e a manca cercando di assecondare le proprie voglie ed aspirazioni. Questo è il main stream attuale, nella società ipertecnologica moderna. Dio prende molto di più piede nel terzo mondo, in Africa soprattutto.

Ma Ratzinger non si limita a questo, va oltre e dice:

"Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità."

Questo dà l'idea di che cosa significhi  seguire Cristo. Di questa impostazione, con Francesco non restano neanche i cocci. Chiesa povera, OK. Aprirsi al mondo, OK. Dialogare con tutti, sacrosanto. Ma quando Francesco dialoga con Pannella e con Scalfari e dice "non esiste un Dio cattolico", sta facendo il bene della Chiesa, che è unicamente ESSERE FEDELE A CRISTO?

Altra domanda che per me è cruciale: il bene della Chiesa è essere più credibile agli occhi del mondo ANCHE A COSTO DI SNATURARLA NEL PROFONDO?
Terza ed ultima domanda: così facendo, è chiaro che Francesco si è accattivato le simpatie di tantissimi intellettuali, soprattutto di sinistra. Ma quelli che lo lodano "questo sì che è un Papa!", "Se fossi Papa sarei come lui" ed altre idiozie simili, hanno mai pensato per un millesimo di secondo che nell'ostia consacrata c'è realmente Cristo che si offre per loro? O non gliene frega assolutamente nulla? "Vabbè, quelle sono cose interne a loro..." Eh, no! Cari sinistri, eh, no! Caro Papa Francesco... se tu cerchi l'uomo, cerchi il fratello, non lo devi blandire con parole e comportamenti che danno adito ad una FALSA accoglienza dell'altro. Non puoi dire "Non esiste un Dio cattolico", perché Scalfari ha un orgasmo intellettuale con tutti i suoi 90 anni... Pannella capisce che questo è un Papa con cui si può dialogare perché pensa alle cose pratiche, e che le storielle di Gesù morto sulla croce se le conserva al suo interno. Il che non fa vedere l'organicità del messaggio cristiano.
La mia è una critica all'impostazione gesuitica (che ho conosciuto con un altro sacerdote, mio insegnante di religione al liceo, Padre Felice Scalia, persona dall'intelletto finissimo). Un'impostazione bi-fronte: per cercare il fratello che non crede, tu gli parli di Cristo come di un hippie che predicava il "volemose bbene" e la povertà. Quello dice "figa 'sta cosa qqqua, ahò", ma di Cristo Nostro Signore morto sulla croce per noi e dell'eucaristia non capisce nulla.
Io vedo un Papa che continua a dare mazzate a preti, vescovi e cardinali, spesso persone sante e di buona volontà, e si fa mite e caritatevole all'esterno. Ma tu, Papa Francesco, devi SCUSARTI di essere cristiano, o devi annunciare Dio Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra?
I parenti di Asia Bibi sono arrivati fino a Roma ed hanno potuto salutare Papa Francesco solo in piazza San Pietro. Era troppo dare un'udienza? Era un'offesa al mondo musulmano?
Insomma, fustigatore internamente, blanditore all'esterno.
Con una personalità da Superstar che viene riconosciuta e lodata da tutto il mondo.

Ma Francesco sta ESPANDENDO la Chiesa nel mondo? Se così fosse, mi starei zitto. Ma non vedo  le messe piene di giovani. Se l'operato di Francesco consiste nel rendere più "digeribile la Chiesa", senza tuttavia smuovere minimamente le coscienze verso Cristo FIGLIO DI DIO, NON DEI FIORI, mi sembra una cosa sterile. Se addirittura viene fatto cedendo APPARENTEMENTE sui fondamenti stessi della Chiesa, la cosa è grave.

Sempre per citare Benedetto XVI, "Se avessi continuato a ricevere soltanto consensi, avrei dovuto chiedermi se stessi veramente annunciando tutto il Vangelo".

Credo che questa frase stia bene a Papa Francesco, che riceve soltanto consensi, ed il massimo della critica è qualche dubbio di noi cattolici retrivi e bigotti.

In conclusione, Francesco è un Papa che mi ricorda che bisogna avere fede in Cristo e sul fatto che comunque è Lui, Nostro Signore, che conduce la sua Chiesa. Con Benedetto XVI io non avevo questo bisogno.

P.S. DOPO aver scritto la prima bozza di questo post è uscito quest'articolo sull' Huffington Post.

Saturday, September 19, 2015

INVITO ALL'ASCOLTO: So ist mein Jesus nun gefangen (Passione secondo Matteo di Bach)




Ehi tu.... sì tu... tu che ti strappi i capelli ai concerti di questo o di quel divetto rock pop, o gruppo che sia, o che ti bevi la storia di Allevi come novello Mozart, mi rivolgo a te: posso chiedere 60 secondi del tuo tempo prezioso, dopo ore ed ore di ascolto di musica leggera? 60 secondi è quello che ti chiedo per ascoltare l'inizio di questo pezzo, che è fatto nei primi 60 secondi di tre note sole. Niente batteria, basso, chitarra elettrica, acustica: violino e due fiati. Guarda lo spartito com'è semplice: due pentagrammi.... Semplicissimo. Eppure spazza via, nella sua semplicità e bellezza, tutti i  Ligabue, Jovanotti, Vasco Rossi, Litfiba, U2, REM, Springsteen e via cantando, i cui post inondano il web.

Poi non ti chiedo (se vuoi, buon per te) di arrivare fino alla fine, perché tutta la musica del '900 e l'80% della musica di sempre si può mettere da parte.
Ma 60 secondi, i primi, ascoltalo.

Due parole sul pezzo: Passione secondo Matteo di Bach. Cristo è stato catturato ed un duetto meraviglioso si dice: "Così Gesù è stato catturato...", mentre il coro in maniera perentoria implora "Lasciatelo! Fermatevi! Non legatelo!".



Tuesday, July 28, 2015

Cose giapponesi...




Anni fa mio cugino Michele, parlando di una siringa di plastica giapponese che gli durava, perfettamente funzionante, da una quindicina di anni, ottima per lubrificare le parti della catena "di fino", mi diceva "Ti rendi conto, Giusè, che quando io ero piccolo per dire che una cosa era di scarso valore dicevamo 'è 'na cosa giappunisi', ed ora quando si parla di prodotti giapponesi c'è da levarsi tanto di cappello per la qualità?"

Non c'è dubbio che Michele avesse ragione: negli anni '60 dire "giapponese" significava cosa di scarso valore, ed oggi la qualità giapponese è ai massimi livelli.

Ciò che non sapevo è che il termine "cosa giappunisi" non era limitato alla Sicilia, ma dopo 40 anni di ascolto ieri ho saputo che quando i Deep Purple andarono a fare una tournee in Giappone venne loro proposto di fare un disco del concerto, e loro erano riluttanti perché sembrava un qualcosa tipo "bootleg", quelle incisioni non autorizzate che vengono diffuse sul mercato praticamente di contrabbando. Accettarono a condizioni molto stringenti: che uscisse solo nel mercato giapponese, che a curarlo fosse il loro ingegnere del suono... insomma, non davano peso a quello che avevano fatto. E, sul semiserio, giocarono sul fatto (spiegava Ion Lord) che fosse una cosa non di grande qualità, che allora si diceva "giapponese" (quindi, anche gli Inglesi e gli Americani usavano questo termine), ed intitolarono quest'album, di "qualità scadente" appunto, "Made in Japan".

 Ovviamente si resero conto solo dopo che avevano fatto l'album dal vivo più bello della storia....

Per gli amanti del genere, questo è il link della RAI per la trasmissione andata in onda su RAI5 Sabato 25 luglio.

Thursday, July 9, 2015

La crisi greca vista da un motociclista




Un motociclista lo sa. Non c'è bisogno di essere Valentino Rossi, per accorgersene. Valentino Rossi è a livelli stratsferici, e la moto gliela preparano alla perfezione, certe cose non possono mai succedere a quei livelli. Parlo di un motociclista normale, non del più grande di tutti. Anche uno del mio livello lo sa bene, e sa quando c'è da intervenire senza esitazione. E quando capisce che le cose si mettono in un certo modo, rallenta, non fa delle accelerazioni micidiali. Tutto per preservare la moto ed il divertimento.

Cosa sa il motociclista?

Sa riconoscere, ad esempio, quando la catena ha un problema e sta per arrivare a fine vita. Prima inizia ad allentarsi, poi comincia a toccare sul telaio. Se il motociclista è attento, cura la propria moto, e non solo le parti migliori della catena. Quando la catena inizia a cedere, un trucchetto è quello di tenderla un po' di più, allontanando la ruota posteriore dal pignone. Ma un motociclista sa che è un trucchetto destinato a durare poco. Una catena che inizia a cedere ha 3-4 mila chilometri di vita al massimo. Ovviamente dipende da come il motociclista usa la propria moto dal momento in cui la catena inizia a cedere. Un motociclista che è abituato a fare staccate forti ed accelerazioni forti sa benissimo che continuando con questo modo di guidare, la catena lo molla in meno di 1000 km, e rischia di danneggiare tutto il sistema di trasmissione. Quindi, cerca di guidare in maniera più accorta. Meno frenate, meno accelerazioni. Dopo il primo trucchetto che serve ad evitare che la catena sbatta sul telaio, si sente in modo evidente (soprattutto in sesta a basso regime) che la moto va avanti "ad ondate" e non in modo regolare e costante. Cosa sta succedendo ad una catena che cede? Succede che, tra tutti gli anelli (fatti rigorosamente in acciaio, e con O-ring che servono per lo scorrimento di un anello con gli adiacenti), uno, il più debole di tutti, inizia a cedere. A quel punto, è quell'anello, il famoso "anello debole della catena", che sarà costretto a tenere gli sforzi maggiori, senza riuscirci. Se si mette la moto sul cavalletto, si vedrà che la catena presenta zone rigide alternate a zone molto più allentate. Nella zona allentata è presente l'anello debole. Uno, tra un centinaio, anch'esso fatto di acciaio con o-ring in acciaio. Ma che, dopo 20-30 mila chilometri di staccate ed accelerazioni, inizia a cedere.

Un motociclista con un minimo si esperienza queste cose le sa.

La catena deve essere fatta di anelli OGNUNO DEI QUALI deve poter reggere gli sforzi di una staccata e di un'accelerazione. Se uno degli anelli non regge questi sforzi, il motociclista sa che la catena è a fine vita e va cambiata. Ed il motociclista ha tantissimi segnali del cedimento, dal più debole, a quello peggiore (catena dura da una parte, e lenta dall'altra). MILIONI DI MOTOCICLISTI sappiamo queste cose, e se non siamo cretini non arriviamo all'ultimo stadio.  Non c'è bisogno di essere dei geni per capirlo. Basta un po' di buon senso.

Con la Grecia, in generale con tutta l'Europa, si è costruita una catena fatta da pezzi di acciaio, di ferro, di latta e di legno. E lo stile di guida non è mai cambiato. MAI, nonostante gli evidenti cedimenti dei pezzi di latta e di legno. Con la Grecia DA ANNI si hanno non I SINTOMI, ma l'evidenza provata che si trattava di un anello di legno, destinato a cedere. E che cosa ha fatto l'Europa PER ANNI? Invece di darsi degli "stili di guida" diversi, che non mettessero più sotto sforzo l'anello di legno, prima ha messo del fil di ferro a legare l'anello di legno agli altri due anelli; poi, non appena l'anello di legno cominciava a creparsi, si metteva il Vinavil; poi, il collaprene, poi l'attack; poi si mettono degli o-ring di carta, a sfregare sul legno... Già un motociclista che accettasse di avere una catena con acciaio e legno sarebbe un cretino. Quando poi il legno si rompe, che cosa fa? Invece di risolvere alla radice il problema, cambiando stile di guida, o sostituendo l'anello di legno, mette colla, pezze e fil di ferro per farlo reggere a tutti i costi. E "TUTTI I COSTI" sono a carico della Grecia. Solo degli imbecilli hanno potuto portare avanti questo gioco al massacro nei confronti dei Greci. Degli imbecilli, oppure persone, enti, istituzioni che avevano l'interesse a mantenere la Grecia moribonda, ma MAI FACENDOLA MORIRE.

Ora, tutto si può dire a Tsipras, che sia un cialtrone, che sia una minaccia, che sia un demagogo. Ma è chiaro che il suo obiettivo è NON CONTINUARE QUESTO GIOCO AL MASSACRO. Perché se i creditori chiedono al legno di reggere accelerazioni di 150 CV, e propongono di mettere l'Attack come aiuto, questi creditori stanno prendendo in giro l'anello debole. Onestamente, non riesco a definire Tsipras un cialtrone che sta prendendo in giro l'Unione Europea, dopo che l'Unione Europea per anni si è tenuta CONSEPVOLMENTE una catena con anelli di legno. Se l'è tenuta non facendo nulla, se non far succhiare alle banche gli interessi che l'anello di legno garantiva, CHE NON VUOLE PIU' GARANTIRE, e che gli altri vogliono che continui a garantire, per continuare il giochetto al massacro.

Dal momento che non posso credere che l'Europa sia fatta da funzionari talmente imbecilli da non capire che con una catena di legno non si può guidare, non rimane che la criminale malafede: che è interesse di tutti (Italia compresa, forse prima di tutti) che la Grecia sia tenuta costantemente come un malato TERMINALE ma MAI TERMINATO. Rispetto a questi cinici criminali, meglio un cialtrone e Checco Zalone Varoufakis che un pugno di politici interessati che ingrassano le banche degli Stati forti, con gli interessi insostenibili che pagano i cittadini più deboli. Non sono mai stato un comunista, e Tsipras non mi piace per nulla. Ma sto dalla sua parte se dall'altra tutti gli chiedono di sopravvivere con la bombola di ossigeno in modo che le banche si possano arricchire con gli interessi fasulli di un debito tenuto artificialmente in vita, quando è palese che non sia sostenibile.

La Grecia deve fare le riforme? Prima deve finire questo flusso di interessi dai più poveri ai più ricchi. Poi può dire ai poveri "e adesso smettetela di fare i cialtroni e cambiate".
Ma fino a quando le banche e tecnici finanziari continuano a sfruttare interessi del 15%, nessuno può fare la morale a quel cialtrone di Tsipras.