Guitars
Sunday, January 25, 2015
La Grecia
Mai stato di sinistra, ma... quanno ce vo'...ce vo'...
i Tedeschi periodicamente si mettono in cattedra... e triturano talmente tanto le scatole che, prima ancora di discutere se hanno ragione o torto, arriva il vaffa da qualche parte.
Ed hanno la caratteristica che non sentono ragioni neanche quando la situazione è irrimediabile.
Questa è una mia libera interpretazione di quello che è successo oggi in Grecia...
Saturday, January 24, 2015
Di 28 ce n'è uno.
Ho visto sui social commenti piuttosto superficiali sui 28 (+1 aggiungo io) colleghi ancora non ricollocati.
Gli autori ignorano il tweet di Matteo Renzi, che qui ripropongo:
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Renzi a Catania il 28 novembre 2014
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e quindi trattasi di un impegno del capo del governo, che può risolvere come meglio crede, anche non impegnando il governo, ma DEVE RISOLVERE.
Comunque, a beneficio di chi non conosce nel dettaglio il #casomicron, riassumo a memoria, e quindi grossolanamente, la vicenda, che presenta caratteri di unicità in Italia. Volutamente non commento. Solo fatti.
1) Grandissima parte dei lavoratori coinvolti siamo stati assunti in ST, tra gli anni '90 ed i primi anni del 2000.
2) Negli anni '90 ST spinse moltissimo verso la R&D tecnologica e di prodotto di dispositivi di memorie, soprattutto Flash NOR, in alleanza strategica con Nokia.
3) Agli inizi del 2000 vi fu un cambiamento notevole delle condizioni di mercato, per cui la scelta delle NOR si rivelò perdente. Si trattava quindi di decidere se dirottare la R&D verso le NAND (architettura vincente), rinunciare definitivamente alle memorie, oppure avviare un lento phase-out, continuando a vendere i prodotti, ormai diventati maturi. ST scelse di rinunciare definitivamente alle memorie, facendo una scissione per scorporo di ramo d'azienda (FMG-Flash Memory Group). In Joint Venture con l'equivalente ramo di Intel NOR, venne creata la Numonyx (partecipata 48% ST, 45% Intel ed il restante 7% da una finanziaria americana, Francisco Partners, per evitare che vi fossero soggetti aventi la maggioranza assoluta dell'azienda). Era Aprile del 2008.
4) Come conseguenza del punto 3, molti lavoratori di ST -tra cui il sottoscritto- ci trovammo fuori da ST. A tal proposito giova ricordare alcuni punti essenziali (parlo per me, ma son convinto che quello che scrivo vale certamente per tantissimi dei lavoratori coinvolti. Ovviamente, diverso è il caso di dirigenti, alti livelli ecc...ecc...)
4.1 Ai lavoratori di ST non venne chiesto alcun parere, circa la possibilità di scegliere se restare in ST o affrontare questa nuova avventura. Ci venne detto che stavamo per affrontare una nuova avventura.
4.2 Ai lavoratori di ST, a fronte di questa "non scelta", non venne concesso alcun incentivo, ne' una tantum, ne' salariare, per il passaggio di azienda che stavamo facendo.
5) La creazione di Numonyx doveva servire a fare una compagnia snella ed agile, nel settore delle memorie, che potesse giocarsi la partita indipendentemente da ST, che aveva altro tipo di interessi. Nelle previsioni, Numonyx doveva attestarsi attorno ai 3B$ di fatturato, e poi eventualmente crescere, con le giuste condizioni del mercato. Questo ci venne detto ufficialmente.
6) La crisi mondiale del 2008 fece sì che Numonyx non fosse in condizione di crescere e competere in un settore altamente "battagliero" come quello delle memorie, e nell'aprile del 2010 Numonyx venne acquistata da Micron per la cifra di 1.27B$ in azioni date ad Intel, ST e Cisco Partners.
Ora però c'è da aggiungere una cosa molto importante. Molti lavoratori transitarono indietro da Micron ad ST, perché trovarono una ricollocazione nell'azienda di origine. Generalmente, dirigenti e quadri. Gran parte dei lavoratori, coloro che non potevamo capire le intenzioni di Micron, queste possibilità di rientro non le abbiamo mai avute, sia perché non avevamo certezze, sia perché non abbiamo mai avuto proposte da ST, e molti perché tali proposte non potevano neanche cercarsele.
Questa è la storia nuda e cruda SENZA COMMENTO da parte mia. Chiunque, quindi, lasci sui social commenti (assolutamente legittimi) poco "informati" nei confronti di quei 28 colleghi, o chiunque si chieda perché ST entri in questa faccenda, farebbe bene a documentarsi, per parlare con cognizione di causa.
E' una storia unica, in cui ci siamo ritrovati sull'ottovolante SENZA AVERLO MAI CHIESTO. Ed anche se vi sono delle esigenze aziendali, sulle quali mi astengo rigorosamente da ogni giudizio, sapere che dei 419 siamo stati sistemati in 390, mentre 28 (+1) stanno soffrendo la condizione di precarietà da più di un anno, questo umanamente è ingiusto.
Si può obiettare: "sai quante ingiustizie ci sono nel mondo?"A costoro rispondo in due modi:
1) Questa è un'ingiustizia che mi ha toccato direttamente, e su questa io ho il dovere di agire. Perché sono miei colleghi, persone a me vicine.
2) Quando sono ingiustizie facilmente risolvibili, non si può tacere.
Renzi si è espresso? Risolva. Personalmente, non mi interessa neanche se vengono coinvolte o meno le due aziende.
Sorprendimi, Matteo, casi da risolvere ne avete tanti e gravi, ma di 28 ce n'è uno...
Friday, January 23, 2015
Il sinistro acrosticato
Ma sì... dedichiamoglielo un sonetto sotto forma di acrostico.
Giorni dopo giorni al calendario:
Inutilmente tento d'attaccare
Un capo del governo e segretario
Sicuro e un po' sbruffone a rottamare
E ho voglia, io, di fare l'incendiario,
Perché mi spegne sempre col suo fare.
Possibil che sia il solo visionario
Eletto che abbia alquanto da obiettare?
Compagni! Tutti a fare opposizione!
Invito a levitar sinistri cuori
Veti poniam, facciamo una mozione:
Andiamo insiem, compatti. Agli elettori
Tentiamo noi di chieder l'opinione,
Infin che sarem fatti tutti fuori.
Wednesday, January 21, 2015
10 anni in poche righe
Era il 2005 quando capimmo che molte cose sarebbero cambiate per noi. Non immaginavamo quanto!
Ero in ST, e, facendo parte di un gruppo creato 9 anni prima (1996) per supportare un'attività che sarebbe stata chiusa (R&D tecnologica di memorie Flash NOR, a Catania), cercai di capire quali potessero essere possibili sbocchi per la mia attività lavorativa. Andai quindi a parlare con un collega, con il quale c'era un'amicizia antecedente ad ST, e gli dissi "Come vedi tu la situazione di uno scorporo delle memorie?". E lui mi disse "La mia unica preoccupazione è che dopo che vi avranno tagliato fuori creando eventualmente una nuova compagnia, non tirino la catenella."
A distanza di 10 anni possiamo dire che, in generale, la catenella non è stata tirata, anche se, non possiamo dimenticarlo, e non lo dimentico, abbiamo ancora oggi, data del mio rientro in ST, 6 colleghi di Catania (+1, ma non entro nel dettaglio) e 30 in tutta Italia dal futuro incerto, nonostante le facili promesse con cui Renzi aveva affermato su twitter che "I lavoratori Micron sono salvi".
In questi 10 anni ho cambiato 3 aziende (Da ST ad STM6, a Numonyx, a Micron). Ho svolto 6 attività attività diverse, nessuna è durata più di 2 anni. Sono diventato responsabile di un gruppo, insieme alle 6 persone del mio gruppo sono stato fatto fuori, e per nostra fortuna siamo stati ripresi tutti in ST.
Facendo le somme, riflettevo sul fatto che tutto ciò che mi è successo ha un unico filo conduttore: io non ho deciso mai nulla. Ho solo subito gli eventi per 10 anni, cercando di dare il meglio di me in condizioni mai controllate, ne' controllabili.
Talvolta la vita permette le scelte, altre volte no.
Credo che sia la cosa più difficile da insegnare ai nostri figli, che facciamo crescere con idee un po' strane ed alquanto "scomposte" sulla libertà.
Monday, January 19, 2015
Casa base
In attesa di scrivere qualche pensiero sul mio ritorno in ST, posso intanto descrivere quello che ho passato negli ultimi 8 anni come una semplice giocata di baseball. Pochi conoscono le regole, ma lo sport è molto bello. Lo scopo del baseball è segnare un punto. Si segna un punto quando si riesce a percorrere tutto il "diamante" (il quadrato, nella figura), senza essere eliminati, e tornare alla "casa base". I grandi campioni spesso riescono a fare un "home-run" con un singolo colpo. La palla colpita dalla mazza va fuori campo, nessuno la può prendere, ed il colpitore tranquillamente va da casa base a casa base, e segna un punto per la sua squadra.
Oggi ho segnato il mio punto. Anche se ci ho messo 8 anni.
Sunday, January 18, 2015
Esecutori a confronto: Bach Piccola fuga in sol- BWV 578
Ecco un confronto tra due grandi esecutori: il primo è Helmut Walcha (1907-1991).
Il secondo è Ton Koopman (1944-vivente)
Le due interpretazioni sono enormemente diverse. Ovviamente non entro nel merito della tecnica perché non sono in grado di giudicare, ma entro nel merito del risultato finale, da ascoltatore. E devo dire che per me non c'è storia, a favore di Walcha. Mi sorprende in negativo Ton Koopman. Epigono del "filone filologico", nefasta corrente che ha distrutto nei passati decenni le interpretazioni classiche di Bach, dovrebbe avere nella chiarezza delle parti uno dei punti di forza. Sinceramente io non ci capisco nulla. Non sento l'inserimento del tema della fuga nei vari momenti. O quanto meno, non lo sento con la nettezza che richiederebbe, e che è essenziale in una fuga. Credo che molto faccia la scelta delle voci dell'organo (molto più ridondante, con molti più armonici in quella di Koopman, molto più lineare ed asciutta quella di Walcha). Difficile pensare che sia la bontà della registrazione, date le epoche diverse. Anche questa dovrebbe essere a favore di Koopman.
Ricordo una volta una discussione interessante con un ricercatore di fisica, appassionato filologo e musicista, il quale paragonò le esecuzioni classiche (per intenderci: Walcha, Richter) ad un giardino inglese curatissimo, mentre le esecuzioni filologiche erano più una "foresta tropicale", dove spuntano piante sorprendenti dappertutto. Capii perfettamente cosa voleva dire. I filologi hanno certamente dato una sferzata a certe esecuzioni classiche di Bach in cui orchestra e cori andavano un po' per i fatti loro. Il rigore dei tempi, degli inserimenti delle parti, e della nitidezza hanno avuto un salto di qualità con gente come Harnoncourt, Leonhardt, e, straordinario con il suo Bach Collegium Japan, Maasaki Suzuki. Ma tornando a questa interpretazione, se sono in una foresta tropicale, a me piace essere sorpreso da piante colorate di ogni genere, non trovarmi invischiato in cespugli e sabbie mobili, come in questo caso, in cui ad un certo punto arriva la fine, quasi senza che ce ne accorgiamo. E questo è tipico di Koopman (si ascolti la Passacaglia e fuga BWV 582, la fine della Passacaglia e l'inserimento della Fuga). Ovviamente, scelta interpretativa ben precisa, che non mi trova per nulla d'accordo, togliendo ogni tensione al pezzo ed appiattendo tutto il fraseggio.
Curiosità su Walcha, era praticamente cieco fin da ragazzino. Il che non deve influenzare il giudizio sulle sue esecuzioni, ma certo impressiona.
Friday, January 16, 2015
Corollario. Il nuovo Presidente.
Se quello che ho finora detto ha un senso, il prossimo Presidente sarà una misura della leadership di Renzi. Se è forte, riuscirà a mettere una persona di secondo piano (una Finocchiaro, un Mattarella ecc...), com'è sempre stato fatto fino ad ora (eccezion fatta per la ri-elezione di Napolitano, come già detto). Altrimenti, se il suo partito lo sfianca con i veti ed i franchi tiratori, potrebbe essere eletto Prodi. E si andrebbe probabilmente alle elezioni.
Se avremo come presidente una donna, sarà una forte dimostrazione di leadership da parte di Renzi. Mi dispiace per le donne, ma non vedo una personalità (a parte Rosy Bindi ed Emma Bonino, che però per ora ha altro a cui pensare) in grado di bastonare Renzi. Per ora. Poi, il ruolo si fortifica col tempo.
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